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Casa Freccia
DISTURBI GASTROINTESTINALI
Ricordate che il modo migliore per scongiurare questo tipo di problemi e' una dieta ricca di fibre, che stimoli il passaggio del cibo ingerito attraverso il tratto gastrointestinale.
Il trattamento consiste sia nel reidratare il coniglio, in modo che il bolo di cibo nello stomaco si ammorbidisca, sia nel fornire farmaci che possano stimolare la motilita' intestinale. Questa condizione e' molto dolorosa, e' quindi fondamentale anche una terapia analgesica. Dato che i conigli non possono vomitare il pelo ingerito come i gatti, spesso viene indicata come responsabile del blocco la famigerata "palla di pelo": in realta', tutti i conigli ingeriscono pelo, quando si lavano: se il sistema GI e' in ordine, il pelo passa tranquillamente attraverso l'intestino senza causare problemi: se pero' lo stomaco rallenta il suo movimento, il pelo si aggiunge al bolo di cibo disidratato contribuendo ad un'ulteriore indurimento della massa. Per evitare tutto questo, fornire sempre un'alimentazione ricca di fibre (fieno a volonta', erba e/o verdure fresche), consentire al coniglio una vita poco sedentaria permettendogli di vivere fuori dalla gabbia, e spazzolarlo, specie se a pelo lungo, che male non fa! L'uso improprio di antibiotici puo' aggravare la situazione: consultate SEMPRE il vostro vet prima di somministrare questi prodotti. Sembra anche che l'uso di prodotti a base di enzimi per "sciogliere le matasse di pelo" non dia nessun beneficio: oltre ad essere inutile, forma una pellicola oleosa che complica l'espulsione della massa solida; inoltre, come si è detto, il problema non e' necessariamente il bolo di pelo: l'ingestione di forti enzimi in un coniglio con blocco GI totale puo' portare a ulcere e perforazioni dello stomaco. Inoltre, se il prodotto contiene grassi animali, puo' aumentare ulteriormente la produzione di tossine. E' fondamentale eseguire delle radiografie o un'accurata visita veterinaria per distinguere questo tipo di patologia dall' ostruzione intestinale, che puo' essere causata da piccoli oggetti ingeriti (elastici, bottoni, pezzi di cavo elettrico, fili dei tappeti o dei tessuti, semi, ecc.), da lesioni o tumori intestinali, ecc. Questo tipo di problema e' molto piu' improvviso e grave: presenta anche dilatazione gastrica, con presenza sia di gas che di liquidi nello stomaco o nell'addome: il coniglio appare letargico, depresso e sotto shock; e' ovviamente anoressico e puo' mostrare convulsioni e cecita'; spesso, la morte sopravvienne nel giro di poche ore. In questo caso, la somministrazione di farmaci procinetici e' sconsigliata ed e' invece fondamentale un intervento veterinario per "svuotare" lo stomaco del gas che lo dilata. A volte, si puo' tentare un intervento per rimuovere chirurgicamente la causa dell'ostruzione. Purtroppo in questi casi la prognosi non e' favorevole. ![]() Le cause della malattia non sono molto chiare, ma si presume che possano concorrere diversi fattori di stress, come dieta errata (troppi carboidrati) o carente in fibre (percentuale di fibre minore del 10%), flora intestinale anomala e modifiche fisiologiche del sistema digestivo nel passaggio fra infanzia e adolescenza. I conigli con enterite hanno di solito un alto pH dello stomaco (5-7): il bolo di cibo che passa dallo stomaco all'intestino non e' quindi "sterilizzato" e trasporta con se' i batteri Escherichia coli e Clostridia sp. (C. welchii tipo A, C. perfringens): qualsiasi fattore che causi rallentamento della motilita' intestinale puo' potenzialmente portare allo sbilanciamento dei batteri e quindi all'aumento dei Clostridia, con conseguente produzione di endotossine (iotatossine): il rischio e' maggiore in caso di alimentazione ricca di carboidrati e zuccheri. Anche la Coccidiosi (vedi sotto) e' una potenziale causa di enterite. Questo spiega perche' questa patologia sia cosi' frequente nei conglietti in svezzamento, intorno alle 7 - 14 settimane di vita: molto, troppo spesso, il passaggio dalla dieta lattea a quella solida viene effettuato utilizzando alimenti non idonei. QUI trovate consigli per uno svezzamento corretto. I sintomi sono anoressia, letargia, temperatura corporea un po' più bassa del normale (37-38,5° C / 99-102° F), mantello ruvido, diarrea mucosa o liquida, distensione addominale con gas e fluidi nell'intestino. E' molto frequente l'instaurarsi della polmonite. La morte sopraggiunge entro 2-4 giorni se il coniglio non viene trattato. Per evitarla: provvedete sempre una dieta ricca di fibre (18 - 20 %), perchè riduce drasticamente l'incidenza dell'enterite. L'enterite si riscontra solo rarissimamente nei conigli nutriti con una dieta ricca di fibre e povera di granaglie, semi, zuccheri, proteine e grassi: in questi casi, e' piu' facile che l'enterite faccia parte del "complesso blocco GI-enterite- enterotossemia" e la mortalita' e' comunque molto piu' bassa. IL CONIGLIO LO DEVE MANGIARE, E' IL MIGLIOR ALLEATO CONTRO QUESTI PROBLEMI! ![]() Il pH normale del cieco e' di 5,9 e 6,8: se il pH viene alterato (ad esempio, reso piu' acido a causa della fermentazione prodotta dall'assunzione di carboidrati, amidi o zuccheri), i batteri Clostridium difficile e C. spiroforme si propagano e causano enteriti e enterotossemia. Il coniglio si trova in uno stato di infezione generalizzata, con effetti sul sistema escretorio e vascolare, anoressia, gonfiori, comportamenti anomali (come per un'intossicazione). Può essere dovuta sia al blocco GI che ad assunzione di carboidrati, di alimenti avariati, ad un improvviso cambiamento di temperatura o di alimentazione, a mancanza di acqua, nonchè ad una prolungata terapia a base di antibiotici ad ampio spettro. A volte non ci sono sintomi apparenti, se non una diarrea acquosa 2 o 3 giorni prima della morte. Colpisce conigli di tutte le età, ma soprattutto i cuccioli appena svezzati. L'unica cura è la prevenzione: fornite sempre al vostro coniglio una dieta ricca di fibre (fieno e verdure fresche) e assolutamente priva di carboidrati (niente pane, pasta, niente dolcetti "per conigli", di nessun tipo, ecc.).
NB: Queste tre patologie sono spesso contemporaneamente presenti e non si possono differenziare facilmente: l'instaurarsi di una di queste sindromi spesso causa anche le altre.
![]() Il Megacolon (agangliosi congenita) e' un disturbo ereditario del tratto GI, piu' comune nei conigli con il gene En En, cioe' quello che conferisce le caratteristiche del mantello Hotot, English Spot, ecc. ovvero, bianco con macchie nere o marroni intorno agli occhi e/o sulla schiena. Si tratta di un accumulo anomalo di feci nell'intestino, che non riescono ad essere espulse: i sintomi comprendono feci enormi, malformate, spesso mucose; si possono avere episodi frequenti di diarrea o di perdita di muco alternati a momenti di stasi intestinale. I conigli con questo problema hanno difficolta' ad assimilare le sostanze nutrienti dal cibo, a volte non producono ciecotrofi e hanno spesso problemi di magrezza eccessiva. Pare che questo problema sia causato da una malformazione o un malfunzionamento del colon e/o del cieco. Si e' scoperto che i conigli con il gene En En mostrano una riduzione del tasso di assorbimento del Sodio attraverso le pareti del cieco. Questo indica un eccessiva liquefazione del materiale ingerito nelle parti prossimali dell'intestino crasso. Potrebbe trattarsi anche di una complicazione tardiva conseguente a (e modificata da) diverse fonti di stress esogene e endogene, peggiorata dallo stato metabolico ipotireotico dei conigli En En ma e' molto probabile che la differenza genetica rispetto ai conigli con un solo gene En sia proprio a livello dell'intestino. L'unica terapia consiste nel somministrare farmaci procinetici e idratazione supplementare durante gli episodi di stasi e di seguire la dieta con particolare attenzione, fornendo sempre molto fieno. E' possibile che anche i sintomi neurologici (o lo stress) conseguenti all'Encephalitozoonosis cuniculi causino problemi di malfunzionamento intestinale.
I batteri Coccidia sono i piu' comuni parassiti dei conigli: sono microscopici protozoi monocellulari che si trovano normalmente nel tratto intestinale, nei dotti biliari e nel fegato di conigli ed altri animali, ma non tutti causano problemi: esistono dodici specie di Coccidi che parassitano il coniglio, ma solitamente i conigli sani ne sono portatori senza manifestare il minimo sintomo. I Coccici della specie Eimeria stiedae colpiscono i condotti biliari del fegato (forma epatica), mentre gli Eimeria perforans, E. magna, E. media e E. irresidua attaccano le pareti dell'intestino tenue, causando una forma intestinale: la prima forma causa sintomi di problemi epatici simili all'itterizia, diarrea, gonfiori e, nei casi piu' gravi, morte; la seconda causa (solitamente nei coniglietti giovani) diarrea (spesso con sangue o muco) , perdita di peso, anoressia, disidratazione e, nei casi piu' gravi, morte . Sintomi comuni ad entrambe le forme sono: rapida perdita di peso, il soggetto si sdraia in posizioni inconsuete, il pelo diventa arruffato e opaco. La prevenzione consiste nel mantenere un buon livello di igiene e nel somministrare alimenti di ottima qualità: evitate la verdura ammuffita o marcia e i pellettati vecchi o scaduti (anche se vi dicono che sono ancora buoni: non è vero!!). Sono in commercio alcuni tipi di pellets che contengono un coccidiostatico, ma sono da evitare per due motivi: ![]() E' un batterio intracellulare, gram-negativo, un organismo pleomorfico e filamentoso che produce spore. Si trasmette per ingestione di spore (fecale-orale). Le spore possono restare attive a temperature da medie a gelide anche per un anno. La malattia viene perpetuata nelle colonie di allevamento a causa dei conigli infetti nati all'interno della colonia stessa. Solitamente i conigli vengono infettati poco dopo lo svezzamento quando l'immunità passiva data dal latte materno è svanita. I sintomi più comuni sono diarrea acuta e abbondante, a volte acquosa a volte mucosa, anoressia, disidratazione e morte in 12-48 ore dall'insorgere dei primi segnali di diarrea, causata da edema ed emorragie della mucosa e della muscolatura del tratto intestinale. Il tasso di mortalità è alto per i coniglietti, e anche i sopravvissuti subiscono gravi alterazioni alla flora batterica gastrointestinale, spesso non reversibili. L'esposizione di conigli adulti alla malattia può provocare sintomi trascurabili o nessun sintomo. La malattia puo' essere trasmessa anche da cavie, criceti, gerbilli, cavalli, bovini, gatti e cani. ![]() Staphylococcus aureus è un batterio gram-positivo. Si trasmette per via aerea e per contatto diretto. Causa un'ampia varietà di forme cliniche, dato che può causare infezioni suppuranti in ogni organo. Sono stati riportati sintomi di ascessi sottocutanei (simili a quelli causati dalla Pasteurellosi, ma l'essudato risulta ovviamente reattivo come gram-positivo), mastiti (soprattutto in caso di parti a ripetizione, causa morte o debilitazione nei coniglietti che non riescono a nutrirsi sufficientemente), dermatiti, infezioni del tratto respiratorio superiore, depressione, anoressia, febbre. Sintomi che riguardano il tratto digerente sono gonfiore senza diarrea; lo stomaco e l'intestino tenue si riempiono di liquidi.
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